Paolo Pomati: Dipingere l’anima – Recensione di Pablo T

Progetto senza titolo

Una delle frasi più celebri di Amedeo Modigliani recitava: “Quando conoscerò la tua anima dipingerò i tuoi occhi.”
Ecco, Paolo Pomati, all’inizio del terzo Millennio, così come faceva Modì, imprime e forgia, tra le maglie delle sue tele, l’anima: la sua, quella delle sue muse, quella della pittura stessa. La sua arte è un connubio di tecnica, avanguardia, sperimentazione e tormento esistenziale. L’utilizzo, poi, di colori caldi e accesi è d’ausilio alla visione onirica sprigionata dal suo talento descrittivo. La sua cifra artistica non può essere racchiusa soltanto nella sfera del surreale, ella viaggia attraverso la descrizione del pathos, quanto sulla cruda realtà del quotidiano. Pomati saccheggia la banalità e fa risorgere i miti dell’arte, lasciando al fruitore l’interpretazione ultima di paesaggi dell’anima, a volte funesti, altre volte volitivi.
Le geometrie, quasi a insegnare la matematica dell’arte alla ricerca della perfezione intellettuale, sono inserti vividi che l’artista tramanda volutamente in ogni sua opera.
Possedere o, anche soltanto, visionare da vicino una sua creazione, quindi, proietta lo spettatore in terre di mezzo, orizzonti dell’anima, che nulla hanno di terreno.

PABLO T

Pagina Ufficiale di Paolo Pomati artista contemporaneo
https://www.facebook.com/paoloart.pomati

 

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