Un Caffè con l’autore – Andrea Frattali

2 32729015_1910402012363889_4896125231241887744_n frat

Ciao, Andrea. Eccoci al tuo appuntamento con un buon caffè italiano insieme ai lettori. Sei pronto?

“I racconti dell’inquilino” sono tredici racconti dark. Quanto hai impiegato a completarli, quale la genesi, quale la gestazione?

Questi racconti hanno origini remote. Gli otto racconti che compongono la prima parte, “Strani racconti”, sono stati scritti tra il 2004 e il 2006. La seconda parte, “Le cronache di Brasov”, è stata scritta tra il 2008 e il 2010. Tutti e tredici i racconti sono rimasti lì, a prendere polvere virtuale nei miei hard disk. Finché un giorno la mia amica Ilaria Nicciana – che non finirò mai di ringraziare – mi ha convinto ad incontrare due persone: Romina Tondo, Direttore Editoriale di Letteratura Alternativa e Pablo T, scrittore di punta della Casa Editrice. Lui ha letto uno dei miei racconti e mi ha spronato ad una revisione stilistica, aggiungendo la giusta carica emotiva a quelle storie che lui riteneva interessanti. Sotto la sua guida, dopo un lavoro forsennato, nell’estate del 2016 ecco che prende vita, inaspettatamente, la mia prima opera letteraria.

Perché hai voluto raccontare la parte più oscura e recondita di ognuno di noi?

 L’Inquilino è il nome che ho assegnato a quella voce che “abita” nella nostra testa e ci sussurra, nei momenti di maggiore stress e desolazione, pensieri e azioni che vanno fuori dai canoni morali. Desideri bizzarri, inquietanti, a volte pericolosi.
Il mio psicanalista dice che questa opera è stata per me un grande atto di sublimazione: ho preso tutti i pensieri più violenti che ho partorito durante l’adolescenza (periodo piuttosto turbolento) e li ho trasformati in racconti, per renderli più accettabili da me stesso. Con questa opera, condivido la mia esperienza camuffandola in maniera teatrale ed invito tutti i miei lettori – a titolo puramente umano, lungi da me essere uno psicologo, non ho quelle conoscenze – a guardarsi dentro e smettere soprattutto di demonizzare la nostra oscurità. Perché alla fine, ognuno di noi ha il suo Inquilino. E questo non ci rende dei mostri. Ci rende semplicemente umani, con le nostre debolezze che possono indurci a dare il peggio di noi quando meno ce lo aspettiamo.

Ci specifichi cosa significa per te scrivere, quali sensazioni provi mentre concepisci uno scritto?

Dico spesso: “Scrivo perché non so parlare.” E in parte è vero. Quando mi preparo ad interagire con qualcuno, penso sempre ai mille modi in cui posso esprimere un pensiero e alla fine, giunto al momento del faccia a faccia, mi limito a quattro parole, spesso rischiando incomprensioni. La scrittura mi dà tempo e spazio per esprimere i miliardi di pensieri che viaggiano giorno e notte nella mia mente, in perenne corsa alla ricerca di risposte nel grande enigma della vita. Scrivere mi aiuta a mettere ordine. Mi dà pace.
Altra cosa importante, il mio scrivere horror – anzi, il mio scrivere grottesco, aggettivo che si addice di più a ciò che scrivo – non è mai fine a sé stesso. Parafrasando proprio Pablo T, il quale dice che la sua scrittura “va dal seme al sangue”, posso dire che la mia scrittura “va dalle budella alla psiche”. Nelle situazioni estreme, le persone vengono fuori per quello che sono veramente. Dunque io scrivo vicende surreali e disturbanti proprio per far emergere l’amore, l’amicizia, la paura e il coraggio nella loro vera forma. Questo è il motivo che mi spinge a scrivere. Smascherare la natura delle persone. Attraversare le tenebre per arrivare alla luce.

Hai in cantiere un’altra opera? Ce ne parli?

Assolutamente sì ed è in cantiere anche da parecchio tempo. E’ una storia che parla di tre persone che si ritrovano in una città posseduta da una strana presenza, che annuncia il suo arrivo sulle note di una vecchia filastrocca. Dopo aver affrontato ognuno il suo incubo personale, si ritroveranno tutti e tre nello stesso luogo e saranno costretti a fare squadra per affrontare una minaccia comune. E’ un lavoro complesso, dove sto mettendo alla prova le mie capacità stilistiche e narrative. Per ora, non dico altro. Quando i tempi saranno maturi, probabilmente comincerete a sentire una strana filastrocca corteggiare i vostri timpani…

Grazie, Andrea. Rimandiamo i lettori e i curiosi al tuo link
https://www.letteraturaalternativa.it/shop/underground/i-racconti-dellinquilino-andrea-frattali/