Un Caffè con l’autore – Annalea Vallesi

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Ciao, Annalea. Benvenuta al nostro appuntamento del sabato e del martedì. Hai voglia di prendere un Caffè con i lettori?

La tua silloge è a breve in uscita con LA Edizioni, ci parli dello stile che hai utilizzato e del messaggio delle liriche?

Non ho utilizzato alcuno stile, direi che la mia scrittura è libera. Non ho mai frequentato corsi di metrica e di espressione poetica. Scrivo come viene e a volte mi capita di rimaneggiare i miei versi, includendo termini più ricercati al posto di altri più scontati e usuali. Per me la poesia deve essere anche ricercatezza nel linguaggio ed eleganza espressiva. Non è importante solo il significato, ma anche il significante.
Per quanto riguarda il messaggio delle mie liriche, in questa raccolta parlo di me. Ma non in maniera semplice e scontata. Le cose semplici spesso stancano o annoiano. Ho fatto una ricerca storiografica e di letteratura antica per individuare i nomi di personaggi femminili della mitologia classica greca e romana che potessero incarnare gli aspetti della mia interiorità: sentimenti, emozioni, paure, desideri….Poi ho parlato anche di donne reali che hanno fatto parte o fanno tuttora parte della mia vita.
“Mulieres e Miti” è un titolo davvero particolare e raffinato, ci spieghi l’etimologia e il perché?

Grazie per il complimento per la scelta del titolo. Come dicevo sopra, i miti parlano della mia personalità e del mio mondo interiore, mentre le “mulieres” non sono altro che donne reali della mia vita legate a ricordi passati o ancora presenti ed esistenti (ci sono nonne, amiche, vicine di casa). Il termine “mulieres” è latino e significa “donne”. Le donne della mia famiglia mi hanno cresciuta e formata, le mie nonne hanno vissuto due guerre mondiali, la mia nonna materna ha perso due figli in guerra e la mia nonna paterna ha mantenuto una famiglia da sola con mio nonno prigioniero di guerra prima in Africa e poi in Germania. Queste sono le donne da cui vorrei prendere esempio. Loro mi hanno insegnato i valori della vita, il bianco e il nero, indicandomi il grigio come il colore di chi non sa scegliere e vuole crearsi alibi esistenziali. Valori che raramente mi è capitato di ritrovare e questa caduta cosmica dal mondo delle buone cose ha reso necessario che io mi rifugiassi in uno spazio tutto mio: la poesia. Ora vorrei condividerlo. Non è più il caso di insistere con la rassegnazione. Sento il bisogno di dire quello che penso, in cui credo e che è frutto ovviamente anche di quello che mi è stato insegnato e tramandato.

Annalea Vallesi è un giovane avvocato: possono sposarsi gli studi di giurisprudenza con la passione per la poesia?

Per quanto mi riguarda assolutamente si. Ho ritrovato pensieri scritti dentro i manuali di diritto ed economia politica. Durante le lezioni più noiose all’università io volavo via e scrivevo. La mia attività professionale riguarda oggi principalmente pratiche di diritto del lavoro e sindacale. Ma non ho problemi a dire che se non fuggissi ogni tanto con la mente da quello che faccio, non sarei felice. Per me la professione è la routine, e la poesia la fuga. Mi si potrebbe forse obiettare che la vita che ho scelto, quella reale, non è allora felice se ho bisogno di fuggire da essa. Non so….penso che tutti fuggiamo….c’è chi scappa dalle responsabilità all’interno di un rapporto amoroso stanco, chi tradisce i propri “ideali” per opportunismo, chi ha doppie o triple vite. Io non gioco con la mia o l’altrui esistenza, perchè per me l’esistenza umana è sacra ed è una cosa molto molto seria, ma mi piace scrivere e passeggiare: queste sono le mie “vie di fuga”.

Spieghi ai nostri lettori perché preferisci utilizzare la somma lirica, invece che un altro stile di scrittura? Cosa ti piace nella poesia tanto da non poterci rinunciare?

Perchè la poesia è l’unico genere letterario che leggo. Non riesco a leggere la narrativa, dopo dieci righe di un romanzo, chiudo il libro e lo ripongo sullo scaffale. Ho provato con i saggi di filosofia o psicologia, ma dopo dieci pagine mi arrendo. Mi annoio mortalmente, è più forte di me. Il motivo è che non mi piacciono le storie: vere o inventate che siano. A me interessano le emozioni e la poesia è l’unico genere letterario in grado di condensare in poche parole organizzate in versi liberi, terzine o quartine un carico di emozioni non indifferente. La poesia immediatamente folgora il lettore, lo travolge, lo sposta dalle sue posizioni e lo fa volare oppure lo fa tornare alla sua casa natale, quella vera, quella che credeva perduta e gli fa provare un brivido di emozione, o lo fa piangere per averla ritrovata. Forse non sarei mai capace di scrivere un racconto, anche se mi impegnassi. La poesia è decisamente il mio unico amore, non posso rinunciarci perchè non posso rinunciare a comunicare libertà ed emozioni. Ringrazio la casa editrice “Letteratura Alternativa Edizioni” per questa mia prima preziosa esperienza. E grazie anche per questa intervista.

Grazie per la tua disponibilità, rimandiamo i lettori al link del tuo “Muliere e Miti”
https://www.letteraturaalternativa.it/shop/poesia/mulieres-e-miti-annalea-vallesi/