Un Caffè con l’autore – Fabio Blanco

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Ciao, Fabio. Benvenuto a “Un Caffè con l’autore”. Un caffè con i nostri lettori.

Perché un titolo così particolare “San Vitale 122” a cosa si riferisce e perché?

San Vitale 122 per me rappresenta l’inferno. E’ l’insieme di tutte le sconfitte, paure, ansie e dolori che si trova ad affrontare un ragazzo solo, senza soldi, amici e genitori. Una volta rubai l’aglio al supermercato perché non avevo soldi per comprarlo. Non ero un tossicodipendente, non ero un cattivo ragazzo. Ero solo, punto. E per dimenticare questa solitudine mi sono unito ad altri ragazzi soli. E stavamo soli, ma insieme, sotto lo stesso tetto. San Vitale 122 era la nostra casa. Bologna la nostra città. Immaginate adesso l’umiliazione se mi avesse scoperto un dipendente del supermercato a rubare l’aglio. Per fare un soffritto. Per non continuare a mangiare solo la pasta in bianco. Questo è San Vitale 122. L’umiliazione di qualcosa che non è successo ma che sarebbe potuto accadere.

C’è qualcosa o più di qualcosa di autobiografico in questo romanzo?

Scrivere questo libro per me è stato terapeutico. Non sono uno scrittore. Non lo sono mai stato. Non lo sarò mai. Tutto nasce dal bisogno di vomitare. La paura e il malessere che precede l’atto di vomitare è San Vitale 122. Tutti abbiamo vomitato almeno una volta nella vita. Il malessere però passa e va via con l’ultimo conato. E che cosa è la prima cosa che fai non appena hai espulso fuori tutto con l’ultimo violento spasmo che ti squarcia il petto ? Respiri! A pieni polmoni! Come se fossi risalito a galla dopo una lunga apnea al limite del soffocamento. E ti accorgi che, per un momento, per una volta, hai respirato come non facevi da tempo. Hai sentito l’aria dentro i tuoi polmoni che ha deciso di darti un’altra occasione. Una persona comune che ha fatto il punto della situazione della sua vita  su carta. Le storie le lascio inventare agli altri.

Quale messaggio hai voluto lanciare ai lettori con questa tua opera?

La futilità delle piccole cose ci salveranno da tutti i mali.

Cosa rappresenta per te la letteratura e quali autori ti hanno ispirato?

Ho letto molto poco. Leggo molto poco perché mi interessano poche cose. Non amo gli autori che si perdono in descrizioni minuziose. Nemmeno quelli che per leggerli devi avere accanto un dizionario. Le  poche cose che leggo sono scritte da  Moresco, Welsh, Palahniuk, Lansdale e Pancake. E’ stato sempre molto frustrante, all’inizio, dovermi confrontare con  gente che legge pure le istruzioni del telecomando, tanta è la loro passione per la lettura. Non ho mai letto un libro superiore alle 300 pagine. Mai ne leggerei uno. Per me è il “non detto” il fattore determinante affinché un libro mi prenda totalmente. Poi ho scoperto che David Lynch non guarda film e allora ho smesso di non sentirmi all’altezza.

Ti ringraziamo per la tua disponibilità e rimandiamo i nostri lettori al link di “San Vitale 122”
https://www.letteraturaalternativa.it/shop/underground/san-vitale-122-fabio-blanco/